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RIFUGIO BERTI

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1960 Prima pietra del rifugio

alla scoperta della storia

1960 La prima pietra del Rifugio

Nel 1956, l’8 dicembre, dopo una breve malattia si spense a Padova dov'era tornato dopo aver chiuso la sua attività professionale a Vicenza, Antonio Berti. Aveva 68 anni, una vita spesa tra la sua professione di medico e la passione per la montagna, è stato uno dei fondatori della sezione del CAI di Padova, ricoprendo da subito la carica di vicepresidente al fianco di Cattaneo. Fu personaggio di primo piano nell’esplorazione dell’ambiente dolomitico e nella divulgazione della sua conoscenza realizzando numerose guide alpinistiche. Nel 1959, al XXXI Convegno delle sezioni trivenete, tenutosi a Udine, fu momentaneamente accantonata l’idea di costruire un rifugio a lui dedicato, fu invece costituita la “Fondazione Berti” , fortemente voluta, in particolare, da Alfonso Vandelli e Carlo Minazio, con la finalità istituzionale, in primis, di costruire bivacchi fissi e poi di mettere in atto ogni azione diretta a promuovere la conoscenza e la frequentazione dell’ambiente dolomitico. Fu una iniziativa importante e che segnò le attività delle sezioni CAI negli anni successivi.
L’idea del rifugio non rimase però a lungo nel cassetto. Già nel 1960 iniziarono i sopralluoghi da parte dell’ing.Brunetta, di Redento Barcellan e di Camillo Berti. Il progetto fu approntato da Giulio Brunetta e dall’ing.Baroni; i materiali furono forniti dalla ditta Borel di Longarone, la teleferica da Mario Biso e Sandro Cisca, la trachite e i serramanti da Redento Barcellan e il geometra Iles diresse i lavori.
Il 2 settembre 1962 in Vallon Popera fu inaugurato il nuovissimo Rifugio Berti.
(CAI Padova “Cent’anni sui monti e tra la gente)

50 ANNI

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